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La tonnara di Carloforte

La tonnara di Carloforte - Ombre nel mare a.s.d.

Un'esperienza unica ed indimenicabile vissuta in tonnara in compagnia di amici veri e del plurimatista Umberto Pelizzari

 


Per gli amanti dell’apnea, e non solo, avere l’opportunità d’ immergersi con i tonni è un’occasione unica nel suo genere. Qualcuno potrebbe pensare che tuffarsi in tonnara è un po’ come andare allo zoo a vedere gli animali in gabbia e che basti tirargli una nocciolina per farli avvicinare e poterli vedere.

 

Anzi tutto lo scopo di fare un tuffo nel blu è sempre lo stesso, potersi divertire e stare in pace con se stessi. A questo poi aggiungiamo il fatto di poter ammirare il re dei mari muoversi in tutta la sua maestà. Osservare questi colossi nuotare senza scomporsi, accennando appena un colpo di coda che li fa avanzare di diversi metri in modo idrodinamico come solo un tonno sa fare è una cosa eccezionale che descrivere a parole non è facile.

 

 La tonnara non è una semplice rete per la cattura dei pesci, è un vero e proprio strumento per la pesca dei tonni e perché no, di qualche pesce spada. Essa viene messa in opera per 6 settimane l’anno durante il passaggio dei tonni che a Carloforte è tra Maggio e Giugno. I tonni che dallo stretto di Gibilterra migrano verso sud per deporre le uova in acque più calde, passano vicino alla costa sarda dove alcuni incontrano lo sbarramento detto “coda” della tonnara. Seguendo questo sbarramento il tonno entra nella prima camera che ha l’imboccatura tipo nassa, il pesce è facilitato ad entrare ma non ad uscire. Da qui si trova ad attraversare una serie di camere per arrivare nell’ultima detta “camera della morte” dove avviene la famosa mattanza.

 

Noi abbiamo avuto l’opportunità di eseguire dei tuffi in due di queste camere, dove i tonni sono praticamente liberi di girare in quanto ogni lato della camera misura circa 45m.

 

Dopo un briefing a terra sulla sicurezza e sul metodo di fare apnea in tonnara, ci siamo recati sui 2 gommoni a nostra disposizione che ci avrebbero portato a destinazione.

 

Il mare rinforzato dal maestrale si faceva sentire con il suo moto ondoso causando qualche problema ad alcuni dei nostri compagni. La tonnara è posta vicino a terra e la strada non è lunga per fortuna, l’eccitazione cresce e l’adrenalina aumenta accompagnata anche dal fatto che con noi in tonnara scenderà anche Umberto Pelizzari, Stefano Tovaglieri  e altri grandi campioni. Un’occasione di poter ammirare lo stile di queste persone.

 

Una volta in acqua ci disponiamo sulla rete esterna della camera aspettando pazientemente il nostro turno. Si entra infatti a coppie per farsi sicurezza tra un tuffo e l’altro.

 

Ecco che arriva il turno mio e del compagno, ci portiamo sul cavo guida posizionato al centro della camera. Ultime ventilate lente e profonde cercando un rilassamento che più di altre volte è difficile da raggiungere. L’occhio cerca delle sagome nel blu che però non riesce a scorgere. Continuo a ventilarmi, il fondo e di circa 40m, ultimo respiro e via. Comincio a compensare per fortuna senza problemi. Ecco che l’occhio comincia a scorgere delle macchie sempre più nitide mano a mano che si scende, e finalmente metto a fuoco! Un branco di tonni che passa proprio sotto la mia verticale. Continuo a scendere e mi butto in mezzo. Con sorpresa noto che il branco si divide per lasciarmi passare continuando comunque la corsa nella sua direzione. Ecco che però tornano indietro, incuriositi da quello strano essere che si affiancava a loro.

 

I giochi di luce favoriscono le specchiate della livrea argentea rendendo lo spettacolo ancora più dinamico ed emozionante. Il branco si muove come fosse un pesce solo ragionando come un unico organismo vivente, questo fenomeno in mare aperto gli avrebbe garantito una chance di salvezza contro i predatori naturali. E’ giunta l’ora di ritornare alla mia condizione di animale terrestre  che ha bisogno di ossigeno. Per un attimo mi sono illuso di far parte del branco, o forse ero proprio parte del branco. Ripenso alla scena appena vissuta e mi convinco sempre di più che gli animali ci accolgono e ci rispettano se entriamo umilmente  nel loro territorio, al contrario dell’uomo e dei suoi comportamenti a volte distruttivi.

 

Esco dalla camera e lascio il posto ai mie compagni, ne approfitto per ventilare e rilassarmi fino al mio prossimo turno. Ho potuto godere di questo spettacolo una decina di volte, ed ogni volta era un’emozione nuova ed unica. L’eccitazione in superficie durante l’attesa, lascia spazio alla distrazione e al rilassamento che i tonni riescono a trasmettere, così che ogni tuffo dura più dell’altro. Il tempo sembra non passare, ma ahimè è giunta l’ora di tornare a terra.

 

Saluto nella mia mente quei tonni ringraziandoli di avermi fatto vivere una esperienza così forte. Nonostante siano stati per l’oro ultimi istanti di vita (e il tonno lo sa) ci hanno comunque fatto dono di esperienze uniche che spero di poter rivivere presto magari in mare aperto.

13/02/2015